Il boom dell’IA generativa sta causando un impatto ambientale devastante, con aziende tecnologiche come Microsoft, Google e Amazon che rinunciano ai loro impegni sulla sostenibilità per alimentare freneticamente i loro data center.
Questi giganti del calcolo, essenziali per sostenere l’espansione dell’IA, per carità, consumano però enormi quantità di energia elettrica, portando ad un aumento delle emissioni del 48% in cinque anni, secondo le recenti rivelazioni di Google. Allo stesso modo, Microsoft ha visto un incremento del 30% delle proprie emissioni dal 2020, generando dubbi sull’obiettivo che si era imposta di diventare carbon negative entro il 2030.
L’espansione rapida e incontrollata dei data center è diventata una delle principali fonti di aumento delle emissioni globali, nonostante le promesse precedenti di riduzione. Mentre i CEO del settore continuano a promuovere l’IA come una soluzione magica per molteplici sfide, tra cui il cambiamento climatico, i dati indicano una crescita esponenziale della domanda di energia e acqua necessarie per alimentare questi hub digitali.
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