A partire dalle trasformazioni già osservabili nell’allevamento animale, questa riflessione si concentra sulle implicazioni evolutive e concettuali dell’intelligenza artificiale. Emergono parallelismi sorprendenti con la biologia dello sviluppo e con i meccanismi dell’evoluzione zoologica, suggerendo una visione dell’allevamento moderno come sistema complesso, autonomo e in continuo cambiamento.
L’introduzione dell’intelligenza artificiale avrà certamente un effetto di grande cambiamento nell’allevamento animale. Se si osserva con attenzione l’evoluzione di questo settore, si possono notare alcuni aspetti molto interessanti che ci possono servire per capirne l’evoluzione futura. In particolare, emergono molte similitudini con la biologia dello sviluppo e con la biologia evolutiva, cioè l’ontogenesi e la filogenesi.
Un’analisi attenta di alcuni fenomeni comuni e dei parallelismi, indica che queste similitudini non sono casuali, ma probabilmente evolutivamente convergenti. Diversi studiosi hanno da tempo già evidenziato le analogie tra l’evoluzione biologica e quella tecnologica (Coccia & Watts, 2020; Varela et al., 1974). Come nell’evoluzione zoologica, anche nel caso della zootecnia, lo sviluppo tecnologico segue un percorso che porta verso una crescente centralizzazione, automazione e capacità di autoregolazione. L’introduzione dell’intelligenza artificiale ha accelerato significativamente questo processo (Wang et al., 2021; Lim, 2023). Queste somiglianze offrono una chiave di lettura interessante: l’evoluzione degli allevamenti moderni dotati di IA può essere interpretata come un processo analogo a quello biologico.
Osservando con attenzione l’evoluzione delle innovazioni negli allevamenti moderni, si possono osservare due aspetti fondamentali che hanno profonde similitudini con la biologia: il progressivo passaggio degli allevamenti verso una gestione autonoma e lo sviluppo di un sistema di autoregolazione all’interno degli allevamenti stessi.
In biologia dello sviluppo, la progressiva acquisizione di autonomia di un organismo avviene durante lo sviluppo embrionale: all’inizio l’embrione dipende completamente dalla madre, oppure dalle risorse presenti nell’uovo, ma crescendo sviluppa sistemi interni per autoregolarsi e diventare un individuo autonomo (Fig. 1). Il fenomeno dello sviluppo progressivo di capacità autonome da parte di un organismo vivente è stato recentemente approfondito in biologia evoluzionistica ed è stato denominato autopoiesi (Maturana & Varela, 2012). L’etimologia stessa di questo termine indica un sistema che si sostiene e riproduce dal proprio interno e questa, secondo gli autori rappresenta la caratteristica principale di un essere vivente. Quindi un allevamento moderno attrezzato con IA acquisisce una natura autopoietica. Dall’altro lato, lo sviluppo di un sistema interno di controllo può essere paragonato con l’evoluzione del sistema nervoso negli animali nella scala zoologica. Alcuni organismi primitivi semplici, come le meduse, hanno un sistema nervoso diffuso. Altri lievemente più evoluti, come i vermi piatti (Platelminti), mostrano già una “testa” con un centro di controllo: è quello che in biologia si chiama cefalizzazione (Fig. 2). Questo fenomeno si è ripetuto più volte indipendentemente nel corso dell’evoluzione zoologica, anche nei vertebrati e nei molluschi cefalopodi (polpi), come soluzione efficace per compiere funzioni complesse. È un chiaro caso di convergenza evolutiva, secondo cui organismi molto diversi tra loro sviluppano organi simili (oppure soluzioni simili) per rispondere a comuni necessità evolutive. In questo caso lo sviluppo di un sistema nervoso complesso per sfruttare al meglio le risorse dell’ambiente in cui vivono.
Quindi, in una prospettiva evolutiva, gli allevamenti zootecnici stanno progressivamente acquisendo caratteristiche simili a veri e propri organismi viventi e stanno subendo delle modificazioni che non sono soltanto meramente strutturali, ma soprattutto funzionali, paragonabili allo sviluppo embrionale ad alla cefalizzazione degli animali primitivi. Queste straordinarie analogie mettono al centro del processo evolutivo zootecnico l’allevamento che diventa l’unità funzionale dell’evoluzione zootecnica.
L’allevamento moderno attrezzato con AI ha una natura ibrida costituita da una parte vivente, gli animali e una parte non vivente, le infrastrutture. L’allevamento quindi può essere interpretato come una hybris con uno scheletro inanimato e i suoi muscoli, costituita da migliaia di cellule che sono gli animali allevati. Con la diffusione della AI, stiamo inserendo gli organi di senso, che sono da sempre esistiti nella zootecnia moderna e nella zootecnia di precisione, ma gli stiamo conferendo autonomia e integrazione. In altre parole, stiamo conferendo un moderno soffio vitale agli allevamenti.
L’inserimento di questi organi di senso non è una invenzione nuova, ma è frutto dell’applicazione creativa in zootecnia di strumenti precedentemente esistenti, come la computer vision e i sensori ambientali e acustici che erano utilizzati inizialmente in altri settori in ambito umano. Ad esempio, gli accelerometri che attualmente vengono usati nell’allevamento bovino per studiare la ruminazione degli animali sono stati inventati originalmente dall’industria aerospaziale negli anni 50, poi utilizzati nell’industria dell’auto e soltanto recentemente in zootecnia di precisione. Questo fenomeno è simile al riutilizzo creativo di strutture anatomiche è stato studiato in biologia evoluzionistica ed è chiamato ‘Exaptation’ (Gould & Vrba 1982), la dimostrazione emblematica è l’utilizzo delle penne degli uccelli che è apparso inizialmente nell’evoluzione per un motivo di termoregolazione e si è diffuso in un secondo momento come organo per il volo. L’innovazione quindi in questo caso in zootecnia non è stata frutto di una vera invenzione, ma piuttosto effetto di un cambiamento di utilizzo di strumenti precedentemente esistenti, come avviene da milioni di anni nell’evoluzione biologica.

Fig. 1 Uova di trota nelle prime fasi dello sviluppo embrionale. È evidente lo sviluppo del sistema nervoso centrale e in particolare degli occhi che sono i primi organi a svilupparsi. Lo sviluppo del sistema nervoso e della vista è una delle prime fasi che corrisponde a quanto sta avvenendo nella diffusione delle attrezzature AI negli allevamenti zootecnici. Il passaggio dal consumo di risorse interne (endogene) dell’uovo al consumo di risorse esterne (esogene), testimoniato dalla parziale emersione dell’embrione in alto, rappresenta idealmente la transizione progressiva da una zootecnia tradizionale ad una zootecnia moderna autonoma.

Fig. 2. L’avvento della PLF rispetto alla zootecnia moderna tradizionale. La transizione da una zootecnia moderna attrezzata con sensori ambientali non connessi tra loro e controllati dall’uomo (in basso a sinistra) verso sensori che si autocontrollano tramite AI, viene rappresentata dal punto di vista zoologico come il passaggio da cnidari (organismi animali primitivi con sistema nervoso diffuso).
Conclusione
L’integrazione dell’intelligenza artificiale (IA) nelle produzioni animali rappresenta una trasformazione profonda e irreversibile della zootecnia moderna. Se poniamo questo fenomeno in una prospettiva dinamica, emergono delle similitudini impressionanti con la biologia dello sviluppo ed evolutiva che non possono essere considerate delle semplici coincidenze e che ci permettono di fare delle previsioni interessanti per le prospettive future.
L’analogia evolutiva proposta nel concetto di zootecnia autopoietica offre una chiave di lettura originale e stimolante: come gli organismi viventi, anche gli allevamenti stanno evolvendo verso forme sempre più complesse, centralizzate e autoregolate (Fig. 3). Questa convergenza tra biologia e tecnologia non solo arricchisce la nostra comprensione del cambiamento in atto, ma suggerisce una visione sistemica e unitaria in cui l’allevamento moderno diventa un vero e proprio organismo capace di adattarsi, apprendere e, in un certo senso, “vivere” in un ecosistema in parte digitale.
Infine, considerare gli allevamenti come sistemi sottoposti ad un vero e proprio processo evolutivo, ci aiuta a capire meglio come e perché è nata e come si diffonderà l’innovazione in questo settore, con o senza AI.

Fig. 3 Se il progresso della zootecnia segue le tracce dell’evoluzione zoologica, quale sarà il prossimo passo?
Bibliografia essenziale
Coccia, M., & Watts, J. (2020). A theory of the evolution of technology: Technological parasitism and the implications for innovation management. Journal of Engineering and Technology Management, 55, 101552.
Gould, S. J., & Vrba, E. S. (1982). Exaptation—a Missing Term in the Science of Form. Paleobiology, 8(1), 4–15.
Lim, L. W. K. (2023). Implementation of Artificial Intelligence in Aquaculture and Fisheries.
Maturana, H. R., & Varela, F. J. (2012). Autopoiesis and cognition: The realization of the living. Springer.
Varela, F. G., Maturana, H. R., & Uribe, R. (1974). Autopoiesis: The organization of living systems, its characterization and a model. Biosystems, 5(4), 187-196.
Wang, C. et al. (2021). Intelligent fish farm—The future of aquaculture. Aquaculture International, 29(6), 2681–2711.
Immagini generate tramite ChatGPT. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

