Di recente, sui social media sta esplodendo il trend dei video generati dall’intelligenza artificiale che rielaborano le storie bibliche come se fossero vlog di influencer contemporanei. In questi filmati, Gesù appare con il selfie stick mentre pronuncia frasi assurde come “OK bestie, sono il prescelto”, mentre Giuseppe fa shopping al mercato usando uno slang tipico della Gen Z e Adamo racconta la creazione in formato podcast.
Questi contenuti, apparentemente blasfemi, rappresentano l’incontro tra tre forze culturali del nostro tempo: intelligenza artificiale, la cultura degli influencer e l’ascesa del conservatorismo religioso. La cosiddetta ‘fuckboy vlog culture’ americana si mescola al sacro creando contenuti che diventano virali in pochissimo tempo. Per sottolineare quanto detto, Joss Peter ammette di essere completamente dipendente da questi video, nonostante la sua esperienza religiosa sia limitata a qualche visita in chiesa durante l’infanzia. Ogni sera scorre i social cercando dei contenuti che, con le caratteristiche citate in precedenza, ricalcano i temi dell’Ultima Cena o del cavallo di Troia, ad esempio.
Il fenomeno, dunque, sta sollevando numerosi quesiti circa il costo ambientale dell’IA necessario per realizzare questi video, ma anche, come si può immaginare, diversi interrogativi sull’efficacia comunicativa di questi format, ma ciò che è certo è che l’IA sta portando agli estremi una formula in voga tra gli influencer, che afferma come Gesù, in realtà, sia stato il primo influencer della storia.
Leggi l’articolo completo What if Jesus was a vlogger? The AI Bible stories flooding social media su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

