In Francia, il duo di coreografi Aoi Nakamura ed Esteban Lecoq ha lanciato Lilith.Aeon, una produzione che combina danza e IA, co-creata da un’entità AI chiamata Lilith. L’IA, attraverso un’interazione immersiva con il pubblico, genera coreografie ispirate a un tema transumanista. Nakamura e Lecoq, con esperienze nel teatro immersivo, puntano a usare la tecnologia per arricchire la narrazione, evitando la mera spettacolarizzazione.
Wayne McGregor, pioniere nell’uso dell’IA nella danza, ha sviluppato strumenti come AISOMA, che analizzano il suo ampio archivio di performance per generare nuove versioni dei suoi pezzi. Anche altri coreografi, come Alexander Whitley, stanno esplorando come integrare il pubblico nell’esperienza attraverso la tecnologia VR e motion capture.
Tuttavia, ci sono preoccupazioni etiche riguardo all’uso dell’IA in questo campo, come ad esempio i diritti di proprietà intellettuale per i ballerini. Inoltre, nonostante l’entusiasmo per le opportunità offerte, molti artisti percepiscono il rischio che l’arte possa uniformarsi se l’AI non è utilizzata in modo creativo e innovativo.
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Immagine generata tramite DALL-E 3.

