I computer, basati su miliardi di transistor che consumano energia ad ogni transizione tra 0 e 1, rappresentano oggi l’1-1,5% della domanda elettrica globale. Con l’aumento dell’IA e delle criptovalute, questo fabbisogno crescerà significativamente – una query ChatGPT consuma circa 10 volte più energia di una ricerca Google.
Le previsioni, difatti, indicano che la domanda energetica dei centri dati raddoppierà (secondo l’AIE) o aumenterà fino a cinque volte (secondo McKinsey) entro il 2030. Per tale motivo, grandi aziende tech come Amazon e Microsoft stanno cercando di assicurarsi fonti energetiche, dalle rinnovabili al nucleare. Tuttavia, non tutte sono selettive: alcune stanno prolungando la vita di centrali a carbone e creando mercato per nuove centrali a gas.
Nonostante l’allarmismo, va ricordato che anche quintuplicando, i centri dati resterebbero sotto il 10% della domanda elettrica globale. La maggiore crescita energetica verrà dai paesi in via di sviluppo, mentre l’efficienza tecnologica migliora rapidamente, con Nvidia che dichiara un miglioramento di 100.000 volte in 10 anni. L’IA, difatti, offre anche benefici ambientali attraverso l’ottimizzazione delle reti elettriche, la progettazione di batterie e celle solari migliori, e simulazioni che riducono test reali energivori.
Dunque, le strade percorribili per conciliare l’espansione dell’IA con gli obiettivi climatici ci sono, puntando su maggiore efficienza, riduzione delle emissioni nelle catene di fornitura e massiccia implementazione di energia pulita. Come afferma Joshua Parker di Nvidia, l’IA nel tempo potrebbe diventare il miglior strumento per la sostenibilità che il mondo abbia mai visto, ma questo richiederà azioni deliberate e non dovrà essere lasciato al caso.
Leggi l’articolo completo Let’s not panic about AI’s energy use just yet su Vox.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

