Questo giovedì LinkedIn ha introdotto un pulsante “Seems like AI slop” che permette agli utenti di segnalare post percepiti come contenuti generati artificialmente e di bassa qualità. Il segnale raccolto dal pulsante servirà anche ad addestrare i nuovi classificatori atti a identificare automaticamente i contenuti di scarsa qualità, al fine poi du ridurne la presenza tra quelli suggeriti al di fuori della rete di contatti diretti. LinkedIn ha inoltre eliminato la funzione “enhance your post”, che riscriveva i testi con l’IA, sostituendola con un correttore che non altera la voce dell’autore.
La funzione si affianca ad altre misure già attive, tra cui il blocco quotidiano di centinaia di migliaia di tentativi di commenti automatizzati, e si inserisce in una tendenza più ampia tra le piattaforme online. Substack ha da poco integrato uno strumento con Pangram per identificare i testi scritti da IA, mentre la stessa Pangram ha raccolto questa settimana 9 milioni di dollari per contrastare la proliferazione di contenuti automatizzati online. Secondo Cloudflare, ricorda TechCrunch, il traffico generato da bot ha ormai superato quello umano.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (03/12/2024).

