L’espansione dell’IA sta innescando una lotta tra i siti web e i crawler, ovvero quei bot che setacciano la rete per raccogliere dati.
Un tempo questi strumenti erano considerati essenziali per i motori di ricerca e l’accessibilità. Oggi, invece, vengono ostacolati per impedire l’addestramento di sistemi AI che potrebbero sottrarre pubblico e risorse economiche ai creatori di contenuti.
Sembrerebbe, infatti, che i siti web stiano reagendo con blocchi, restrizioni e tecnologie anti-crawling, mentre si lanciano in cause legali e richiedono normative per regolamentare l’uso dei dati. Tuttavia, questa chiusura potrebbe limitare non solo l’accesso delle aziende AI, ma anche quello di giornalisti, ricercatori e strumenti utili alla trasparenza online.
Il rischio potrebbe essere quello di ottenere come risultato un web sempre più frammentato e dominato da pochi attori in grado di negoziare contratti esclusivi con le big tech, mettendo a rischio l’accesso libero all’informazione.
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Immagine generata tramite DALL-E 3, 2025.

