Marietje Schaake, ex parlamentare olandese del Parlamento europeo e ora direttrice politica internazionale presso lo Stanford University Cyber Policy Center e ricercatrice in politica internazionale presso l’Institute for Human-Centred Artificial Intelligence di Stanford, critica il potere che hanno le grandi aziende tecnologiche, un fenomeno senza precedenti che vengono definite da Schaake quali entità pervasive con un’influenza che si estende dall’economia alla geopolitica. Infatti, sostiene che, a differenza dai monopoli tradizionali, le big tech operano come “piovre” con tentacoli in numerosi settori, amplificando il loro controllo attraverso l’IA.
Schaake respinge l’idea di trattare le big tech come stati nazionali, sostenendo che i governi democratici devono riaffermare la loro sovranità attraverso una supervisione rigorosa e normativa. Evidenzia inoltre il ruolo della presidenza di Donald Trump, che avrebbe ridato centralità agli interessi tecnologici, creando dinamiche pericolose di deregolamentazione e favoritismi, in particolare verso Elon Musk.
L’inerzia politica di fronte alla rivoluzione digitale viene attribuita a ignoranza tecnologica e a una narrativa abilmente costruita dalle aziende, che hanno alimentato l’idea di governi incapaci di regolare la tecnologia. Infatti, la maggior parte delle comunicazioni sull’IA sono effettuate da big tech e ruotano sapientemente attorno a obiettivi di natura puramente economici. Schaake sottolinea la necessità di riconquistare la sovranità sottratta dalla Silicon Valley, avvertendo che l’attuale dipendenza economica e infrastrutturale dalle big tech è insostenibile.
Leggi l’articolo completo: AI expert Marietje Schaake: ‘The way we think about technology is shaped by the tech companies themselves’ su theguardian.com.
Immagine generata tramite DALL-E 3.

