CrowdTangle, uno strumento essenziale per la ricerca sui social media, era ampiamente utilizzato per monitorare i contenuti virali e le tendenze su Facebook e Instagram, offrendo una finestra unica su come le informazioni circolavano e influenzavano l’opinione pubblica. Recentemente è stato chiuso e questo ha lasciato un vuoto difficile da colmare per i ricercatori che si affidavano a questo strumento per analizzare fenomeni come la disinformazione, la salute mentale e la coesione sociale.
In un recente podcast, Justin Hendrix ha discusso della questione con Brandi Guerkink, direttore esecutivo della Coalition for Independent Technology Research, e Claire Pershan, responsabile della difesa dell’UE presso la Mozilla Foundation. L’UE ha avviato un’indagine su Meta per valutare se la decisione di chiudere CrowdTangle violi il Digital Services Act, una normativa che impone alle piattaforme di garantire trasparenza e accesso ai dati per i ricercatori. Questa indagine è particolarmente rilevante in un periodo di elezioni, dove la trasparenza è cruciale per garantire l’integrità del processo democratico. Claire Pershan ha evidenziato come l’accesso ai dati sia fondamentale per monitorare il discorso pubblico e le elezioni. Senza strumenti come CrowdTangle, diventa difficile per i ricercatori indipendenti ottenere informazioni accurate e tempestive su come le piattaforme influenzano la società. Brandi Guerkink ha aggiunto che la comunità dei ricercatori deve organizzarsi per condividere informazioni e fare pressione sulle piattaforme affinché rispettino gli obblighi di trasparenza.
La chiusura di CrowdTangle ha anche sollevato preoccupazioni riguardo alla Meta Content Library, un altro strumento promesso da Meta per sostituire CrowdTangle. Tuttavia, ci sono dubbi sulla sua efficacia e sulla trasparenza che offrirà. I ricercatori temono che la nuova libreria di contenuti possa non essere all’altezza delle aspettative e non fornire l’accesso necessario ai dati pubblici.
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