Il Consiglio di vigilanza di Meta ha recentemente costretto Facebook ad etichettare un audio che risulta essere stato manipolato artificialmente e condiviso sulla piattaforma. L’audio in questione attribuiva a due politici curdi dei piani per interferire sulle elezioni parlamentari dell’ottobre 2024 nella Regione del Kurdistan. Il contenuto è stato pubblicato a meno di due settimane dal voto e ha raggiunto circa 200.000 visualizzazioni. È stato diffuso anche da un organo di stampa vicino al Partito Democratico del Kurdistan (PDK),
Sono diversi gli utenti ad aver segnalato il fatto, ma Meta ha inizialmente rifiutato di intervenire. Solo dopo un ricorso al Consiglio di vigilanza è stato riconosciuto che l’audio conteneva segnali tecnici di manipolazione e che l’assenza di un’etichetta informativa violava la propria policy sui contenuti manipolati. Nonostante ciò, l’azienda ha etichettato solo alcuni post contenenti lo stesso audio, lasciandone altri privi di avvisi.
Il Consiglio ha criticato Meta per la sua incoerenza dimostrata nell’applicazione delle sue stesse regole e chiede l’adozione sistematica di etichette su tutte le istanze del contenuto manipolato. Sottolinea inoltre l’assenza di etichette in curdo sorani, lingua supportata dall’app, e l’insufficiente presenza di fact-checker locali in periodo elettorale.
Meta ha risposto dichiarando di poter identificare automaticamente solo immagini statiche e non contenuti audio o video, ma il Consiglio sollecita investimenti tecnologici urgenti per estendere l’identificazione su larga scala. Invita anche l’azienda a rafforzare le proprie competenze interne, evitando di delegare valutazioni tecniche a soggetti esterni.
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