Il Guardian riporta che secondo fonti citate da Reuters Meta starebbe valutando un piano di licenziamenti su larga scala che potrebbe coinvolgere oltre il 20% dei suoi circa 79.000 dipendenti. Se confermata, si tratterebbe della riduzione più significativa dal biennio 2022-2023, quando la compagnia eliminò oltre 21.000 posizioni (11.000 a novembre 2022, e altre 10.000 nella primavera successiva).
La duplice motivazione ufficiale consiste nel compensare i costi crescenti delle infrastrutture per l’IA e prepararsi a una forza lavoro ridotta ma potenziata dall’automazione. L’azienda prevede di spendere 600 miliardi di dollari per nuovi data center entro il 2028. Ha inoltre acquisito Moltbook e sarebbe in trattativa con la startup cinese Manus per un accordo da almeno 2 miliardi di dollari. Per il nuovo team dedicato alla superintelligenza, l’azienda ha offerto pacchetti retributivi da centinaia di milioni di dollari a ricercatori d’élite.
Intanto, evidenzia The Guardian, i risultati non sono dei migliori. I modelli Llama 4 hanno deluso le aspettative e ricevuto critiche per benchmark fuorvianti; il più ambizioso, Behemoth, è stato abbandonato prima del lancio estivo. Il team sulla superintelligenza punta ora su un nuovo modello, Avocado, le cui prestazioni restano però al di sotto delle attese.
Leggi l’articolo completo: Meta reportedly plans sweeping layoffs as AI costs increase su The Guardian
Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (02/04/2025).

