• LinkedIn
  • Telegram
  • FB
  • FB

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Modelli AI e impatto ambientale: piccole scelte per grandi effetti

Persona piccola al primo posto su un podio, in mezzo a due giganti.

L’uso dei chatbot basati sull’IA generativa sta crescendo, ma con conseguenze ormai note anche sul piano ambientale. Uno studio pubblicato su Frontiers in Communication mostra che i modelli linguistici più grandi consumano più energia e producono più emissioni di CO₂ rispetto a quelli più piccoli, senza però offrire miglioramenti proporzionati nella qualità delle risposte.

Pre raggiungere queste conclusioni, i ricercatori hanno analizzato 14 modelli open source, sottoponendoli a 1.000 domande su diverse materie. I modelli che spiegano i passaggi del ragionamento o generano risposte più lunghe tendono a consumare più energia. Le domande di matematica, ad esempio, richiedono elaborazioni più complesse e quindi generano più emissioni rispetto a domande basate su fatti, come quelle di storia.

Il modello più impattante è risultato essere DeepSeek-R1, ha prodotto emissioni quattro volte superiori rispetto ad altri con risultati simili in termini di correttezza. Secondo gli autori dello studio, per molti compiti non è necessario usare modelli di grandi dimensioni, strumenti più semplici potrebbero essere sufficienti e inquinerebbero meno.

Lo studio fornisce stime basate su medie globali, ma le emissioni reali dipendono dalla fonte di energia utilizzata dai data center e quelle alimentate da fonti fossili producono più CO₂ rispetto a quelle che usano rinnovabili.

Leggi l’articolo completo: Can You Choose an A.I. Model That Harms the Planet Less? su nytimes.com.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

Esplora altri articoli su questi temi