L’uso dei chatbot basati sull’IA generativa sta crescendo, ma con conseguenze ormai note anche sul piano ambientale. Uno studio pubblicato su Frontiers in Communication mostra che i modelli linguistici più grandi consumano più energia e producono più emissioni di CO₂ rispetto a quelli più piccoli, senza però offrire miglioramenti proporzionati nella qualità delle risposte.
Pre raggiungere queste conclusioni, i ricercatori hanno analizzato 14 modelli open source, sottoponendoli a 1.000 domande su diverse materie. I modelli che spiegano i passaggi del ragionamento o generano risposte più lunghe tendono a consumare più energia. Le domande di matematica, ad esempio, richiedono elaborazioni più complesse e quindi generano più emissioni rispetto a domande basate su fatti, come quelle di storia.
Il modello più impattante è risultato essere DeepSeek-R1, ha prodotto emissioni quattro volte superiori rispetto ad altri con risultati simili in termini di correttezza. Secondo gli autori dello studio, per molti compiti non è necessario usare modelli di grandi dimensioni, strumenti più semplici potrebbero essere sufficienti e inquinerebbero meno.
Lo studio fornisce stime basate su medie globali, ma le emissioni reali dipendono dalla fonte di energia utilizzata dai data center e quelle alimentate da fonti fossili producono più CO₂ rispetto a quelle che usano rinnovabili.
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