Brad Smith, terzo paziente di Neuralink, affetto da Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) dal 2018, ha riacquistato la capacità di comunicare grazie a un chip cerebrale impiantato dalla società di Elon Musk. Smith ha documentato la sua esperienza in un video montato utilizzando direttamente l’interfaccia cervello-computer.
Il dispositivo Neuralink, composto da un disco con 64 fili e 1024 elettrodi impiantati nella corteccia cerebrale, raccoglie segnali elettrici e li trasmette via Bluetooth a un computer. Smith controlla il cursore immaginando movimenti della lingua e simula i clic stringendo la mascella.
Prima dell’impianto, difatti, Smith comunicava solo attraverso un sistema di tracciamento oculare che funzionava esclusivamente in ambienti bui, costringendolo a scegliere tra comunicare o vivere normalmente.
Il chip, invece, ha eliminato questa limitazione. L’interfaccia è stata personalizzata con suggerimenti di scrittura, un “parcheggio” per il cursore e una chat basata su Grok 3 (IA di xAI) che suggerisce risposte preimpostate analizzando le conversazioni. Inoltre, grazie a ElevenLabs, è stata clonata la voce di Smith basandosi su registrazioni precedenti alla malattia.
Il caso di Smith, però, non è un evento isolato. Gli altri pazienti di Neuralink includono Alex, secondo paziente con lesione al midollo spinale, e Noland Arbaugh, il primo paziente, che ha riscontrato problemi tecnici quando l’80% degli elettrodi si è staccato dalla corteccia cerebrale, richiedendo modifiche algoritmiche per mantenere la funzionalità.
Leggi l’articolo completo Chi è il terzo paziente Neuralink: Brad Smith, affetto da Sla, torna a parlare grazie a un chip nel cervello su Il Corriere della Sera.
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