NewsGuard ha documentato 28 affermazioni false su argomenti considerati importanti nelle notizie diffuse e condivise da Musk sulla sua piattaforma X. In tutto, hanno ottenuto 825,2 milioni di visualizzazioni, ma sono state tutte smentite. In alcuni casi, sono state negate da fonti affidabili, in altri si sono dimostrate prive di qualsiasi base fattuale. In data 15 febbraio 2025, il 25 % dei post di Elon Musk (ovvero sette su 28) ha ricevuto una Community Note, la funzionalità su X in cui gli utenti tentano di aggiungere contesto ai post che ritengono falsi o fuorvianti.
Sembrerebbe che negli ultimi sei mesi, Musk abbia intensificato la diffusione di informazioni errate, spesso inerenti alla spesa pubblica, ambito di cui si occupa nel suo ruolo al DOGE.
Il suo vasto seguito, 218 milioni di utenti, amplifica l’impatto delle sue affermazioni, molte delle quali influenzano il dibattito pubblico e la percezione politica.
Nonostante Musk abbia riconosciuto che alcune sue dichiarazioni possano essere errate, non ha provveduto a correggere direttamente la maggior parte di esse. La portata e la frequenza della disinformazione condivisa da Musk sollevano dubbi sul suo utilizzo di X come piattaforma d’informazione, contribuendo alla diffusione di notizie false su temi rilevanti.
Tra queste, ad esempio, l’accusa infondata secondo cui gli Stati Uniti avrebbero speso 50 milioni di dollari per preservativi a Gaza, la falsa eliminazione del Dipartimento dell’Istruzione e la presunta spesa di USAID per il turismo in Egitto. NewsGuard ha verificato e smentito queste dichiarazioni, inserendole nel proprio database Misinformation Fingerprints.
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Immagine generata tramite DALL-E 3, 2025.

