Un recente studio condotto da Michele Henry Tessler insieme ad altri undici colleghi, esamina il ruolo dell’IA nella facilitazione della deliberazione democratica, aiutando i gruppi a raggiungere un consenso su questioni politiche controverse e complesse.
Gli autori hanno sviluppato un modello linguistico chiamato “macchina di Habermas”, ispirato alla teoria dell’azione comunicativa, per fungere da mediatore nelle discussioni su temi divisivi come Brexit, immigrazione e cambiamenti climatici. Il modello linguistico Habermas è stato testato con oltre 5000 partecipanti nel Regno Unito, con il risultato che le sue dichiarazioni di sintesi son state preferite rispetto a quelle create da mediatori umani. Sembrerebbe che le dichiarazioni generate dall’IA siano state percepite come più chiare, logiche e informative, contribuendo effettivamente a ridurre le divisioni all’interno dei gruppi. Infatti, nel corso delle deliberazioni, è risultato che le posizioni dei partecipanti tendevano a convergere verso un consenso, cosa che non avveniva quando il dibattito era mediato da esseri umani.
Nonostante il sostegno per le posizioni di maggioranza fosse aumentato, l’IA è riuscita a incorporare anche le critiche delle minoranze, evitando che quest’ultime venissero marginalizzate. Il processo è stato replicato in un’assemblea virtuale di cittadini, ottenendo risultati analoghi.
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Immagine generata tramite DALL-E 3.

