Il Professor Leo McCann e il Professor Simon Sweenew hanno lanciato un’appello sull’impatto dell’intelligenza artificiale nell’istruzione universitaria, sostenendo che l’IA non sia una minaccia in sé, ma un’opportunità se utilizzata in modo critico e consapevole.
A questo appello, diversi professori e ricercatori hanno risposto come, ad esempio, la Dott.ssa Lorna Waddington e il Dott. Richard de Blacquière-Clarkson che sottolineano che escludere l’IA dai corsi rischierebbe di lasciare gli studenti impreparati al mondo del lavoro. Il Prof. Robert Stroud ricorda invece che la storia dell’istruzione mostra come nuove tecnologie, dalle calcolatrici a Internet, abbiano stimolato evoluzioni pedagogiche, spostando l’attenzione dal prodotto al processo di apprendimento.
Tuttavia, il fenomeno si complica nelle discipline artistiche e umanistiche. Molti studenti frequentano poco, non sostengono esami in presenza e affidano gran parte dei loro elaborati all’IA, ottenendo comunque titoli di studio senza garantire competenze reali.
Senza un ripensamento delle pratiche di valutazione e un uso guidato dell’IA, la qualità dell’istruzione superiore e il ruolo culturale delle università rischiano di essere compromessi.
Leggi l’articolo completo: Preparing students for a world shaped by artificial intelligence su theguardian.com
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (19/01/2025).

