Secondo un’analisi recentemente pubblicata, il più grande data center proposto nel Regno Unito sottostima l’entità del consumo idrico previsto.
Il progetto prevede di situare i data center a Cambois, nel Northumberland, in un campus dotato di un sistema di raffreddamento “senza acqua”. Tuttavia, il sito rischia di consumare molta più acqua di quanto dichiarato dall’operatore statunitense QTS. L’azienda stima un consumo annuo di 2,3 milioni di litri per le due prime sale dati, ma l’analisi condotta dal data scientist Alex de Vries-Gao evidenzia una realtà ben diversa. Considerando l’acqua utilizzata indirettamente per produrre l’energia necessaria ai server, infatti, il fabbisogno reale potrebbe superare i 124 milioni di litri, fino a 621 milioni all’anno quando tutte le 10 sale saranno operative, equivalenti al consumo annuo di oltre 11.000 persone.
Oltre all’acqua, preoccupano anche le emissioni inquinanti. L’aumento della domanda energetica legata ai data center potrebbe incrementare l’inquinamento atmosferico, in particolare da generatori diesel di riserva. A Cambois sono previsti circa 600 generatori che, nonostante siano destinati a usi di emergenza, potrebbero comunque influire sulla qualità dell’aria e sulla salute della comunità locale, soprattutto vicino alla scuola primaria. QTS assicura che l’uso principale dei generatori rimane limitato ai backup e che le operazioni saranno conformi ai limiti di emissione.
Leggi l’articolo completo: UK’s largest proposed datacentre ‘understating planned water use’ su theguardian.com
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (11/04/2025).

