In Australia, un team di artisti e scienziati ha creato “Revivification”, un progetto che permette al compositore sperimentale Alvin Lucier, morto nel 2021, di continuare a comporre musica. Il progetto utilizza un “mini-cervello” coltivato in laboratorio dai globuli bianchi di Lucier, trasformati in cellule staminali e poi in organoidi cerebrali.
L’installazione, esposta alla Art Gallery of Western Australia, include 20 piatti parabolici in ottone che rispondono ai segnali neurali degli organoidi. Questi non solo producono suoni ma percepiscono anche l’ambiente circostante attraverso microfoni che captano i rumori della galleria, convertendoli in segnali elettrici che vengono reintrodotti nel cervello artificiale.
Il progetto è nato dalla collaborazione tra Nathan Thompson, Guy Ben-Ary, Matt Gingold e lo scienziato Stuart Hodgetts. Quest’ultimi hanno lavorato con Lucier dal 2018 fino alla sua morte, continuando a sviluppare l’opera che riflette la sua fascinazione per le onde cerebrali, l’acustica e lo spazio.
Questo, per quanto affascinante, solleva importanti questioni sulla creatività e il suo rapporto con l’intelligenza artificiale e l’etica: può la creatività esistere al di fuori del corpo umano? Il team spera che il progetto continui indefinitamente, persino immaginando adattamenti per ambienti estremi come l’Antartide o lo spazio.
A testimoniare la bontà di “Revivification” c’è la figlia di Lucier, che ha trovato il progetto perfettamente in linea con lo spirito del padre, affermando come poco prima di morire ha organizzato tutto per poter continuare il suo bisogno di voler suonare per sempre.
Leggi l’articolo completo The composer still making music four years after his death – thanks to an artificial brain su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

