Sembrerebbe che per ben due anni, la polizia di New Orleans abbia utilizzato segretamente un sistema di riconoscimento facciale in tempo reale, violando potenzialmente l’ordinanza cittadina limita l’uso di tecnologie del genere a indagini su crimini violenti.
Questa misura di prevenzione, resa possibile grazie alla collaborazione informale con la no-profit Project NOLA, coinvolgeva oltre 200 telecamere posizionare in zone ad alta criminalità. Queste telecamere inviavano notifiche automatiche agli agenti di polizia tramite app, consentendo arresti immediati basati su presunte corrispondenze biometriche. Infatti le telecamere, installate presso gli esercizi commerciali, mandavano in tempo reale immagini e video alla polizia sulla piattaforma gestita da Lagarde (fondatore del Progetto NOLA). Il database interno, costruito anche tramite foto segnaletiche della polizia, contiene più di 30.000 individui identificati come “criminali locali sospetti e noti”.
L’esistenza di questa rete di telecamere è emersa grazie a un’inchiesta del Washington Post. Sembrerebbe che, dal 2023, il sistema abbia contribuito ad almeno 34 arresti, anche per reati minori, senza che le tecnologie impiegate fossero menzionate nei verbali.
Le autorità cittadine dichiarano che l’uso del riconoscimento facciale da parte della polizia non viola le normative locali, poiché le telecamere non sono di proprietà del comune. Tuttavia, i dati in possesso del Project NOLA continuano a essere condivisi con la polizia tramite canali informali, come SMS, e-mail o telefonate.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

