Il 30 agosto 2024, Pesaro ha vissuto un’esperienza musicale straordinaria e senza precedenti. Sul palco dell’Auditorium Scavolini, nell’ambito delle iniziative per la Capitale Italiana della Cultura 2024, il celebre compositore giapponese Ryuchi Sakamoto, scomparso nel marzo del 2023, è “tornato in vita” per esibirsi in un concerto al pianoforte, grazie all’ausilio dell’intelligenza artificiale.
Il progetto, chiamato “Kagàmi” (che in giapponese significa “specchio”), ha utilizzato una combinazione innovativa di realtà mista e tecnologie di ricostruzione virtuale per riportare in scena Sakamoto. Gli spettatori presenti in sala hanno potuto vivere l’emozione unica di assistere a un concerto virtuale indossando visori speciali che li hanno immersi in una rappresentazione tridimensionale del compositore, come se fosse lì, sul palco, a suonare un pianoforte a coda.
L’ologramma di Sakamoto non era semplicemente una proiezione: attraverso i visori, il pubblico ha potuto percepire la sua presenza in modo sorprendentemente reale. Gli spettatori potevano addirittura “muoversi” attorno al suo ologramma, osservando le mani dell’artista mentre suonavano il pianoforte e i dettagli del funzionamento interno dello strumento, come se fossero sul palco accanto a lui. Un’esperienza definita dai presenti come una “realtà mista mai sperimentata prima”.
Questo effetto realistico è stato possibile grazie a un sofisticato sistema di 48 telecamere che ha catturato l’ultimo concerto reale di Sakamoto, creando un’immagine a 360 gradi che è stata successivamente elaborata e perfezionata per dar vita all’ologramma. Mary Hickson, producer del collettivo artistico Tin Drum (responsabile del progetto), ha sottolineato l’enorme sforzo tecnologico dietro l’opera, un lavoro di oltre quattro anni per ottenere un concerto virtuale di questo livello.
La performance ha coinvolto il pubblico in una riflessione profonda sul potere della tecnologia di riportare in vita artisti scomparsi. Tomaso Cariboni, di Tin Drum, ha spiegato come l’obiettivo fosse quello di offrire un’esperienza emotiva che andasse oltre la tecnologia: “La cosa fondamentale per noi è che la gente esca da qui dicendo: ‘ho sentito qualcosa’, che bel concerto, che bella esperienza”, ha detto. Nonostante alcuni piccoli dettagli imperfetti, come le ruote del pianoforte virtuale che apparivano leggermente obsolete, l’attenzione si è concentrata sulla resa emozionale e sull’esecuzione delle mani di Sakamoto, curate nei minimi particolari.
L’ologramma di Sakamoto si è esibito in un programma che ha reso omaggio ai suoi contributi alla musica elettronica e sperimentale, continuando ad affascinare e a influenzare generazioni di artisti e ascoltatori.
Pesaro, Capitale della Cultura 2024, ha così regalato un momento indimenticabile e visionario, in cui la tecnologia ha saputo incontrare l’arte, trasportando gli spettatori in una dimensione nuova e futuristica, dove la musica e la memoria si fondono, superando i limiti della vita e del tempo.
Foto: “Sakamoto”, di James Hadfield su Flickr con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo (CC BY-NC-SA 2.0). Non modificata.

