Dal 2025 gli Emirati Arabi hanno introdotto l’intelligenza artificiale come materia obbligatoria in tutte le scuole, dall’asilo alle superiori, dando forma ad un curriculum strutturato che parte dai giochi per i più piccoli e arriva all’ingegneria avanzata per i liceali, integrato nelle materie già esistenti. L’obiettivo è quello di formare una generazione che comprenda l’etica tecnologica e sarà in grado di garantire una certa padronanza digitale in una regione sempre più competitiva.
Tuttavia, questa decisione è stata seguita in altri luoghi: la Cina introdurrà lezioni obbligatorie di IA entro settembre 2025 per oltre 200 milioni di studenti, mentre la Corea del Sud usa già libri digitali IA-powered nel 30% delle elementari, puntando alla copertura totale entro il 2028. Gli Stati Uniti, invece, procedono più lentamente con raccomandazioni presidenziali, ma senza veri e propri programmi nazionali uniformi. L’Europa, d’altro canto, si presenta, come spesso accade, frammentata in materia: il Piano UE incoraggia l’aggiornamento dei curricula ma ogni Paese fa da sé. La Finlandia guida con il progetto Generation AI, sperando di replicare il successo Nokia nell’era dell’intelligenza artificiale.
Dunque, Mentre Cina ed Emirati corrono verso il futuro digitale, l’Occidente sembra ancora cercare la strada giusta per preparare i propri bambini alla rivoluzione dell’IA.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

