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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Secondo Hinton non sappiamo come creare un’IA benevole

Una tigre robotica cucciola e una tigre robotica adulta

Geoffrey Hinton, Premio Nobel per la Fisica 2024 e considerato uno dei padri dell’intelligenza artificiale, ha lanciato nuovi allarmi sul futuro dell’IA durante la fiera tech Gitex Europe a Berlino. Con una metafora efficace, ha paragonato l’intelligenza artificiale a una tigre cucciola: “Sembra innocua, persino affascinante, ma crescerà. E se non siete certi che non vorrà uccidervi, dovreste preoccuparvi.”

Lo scienziato britannico, che ha lasciato Google proprio per divergenze sull’evoluzione dell’IA, ha criticato duramente i giganti tech, sostenendo come queste perseguano unicamente il profitto e non l’etica. Nonostante ciò, però, ha riconosciuto i benefici straordinari che l’IA porterà in settori come la sanità, dove già 250 applicazioni sono state approvate dalla FDA americana per interpretare scansioni mediche, affermando come “l’IA indovina circa il 50% delle diagnosi contro il 40% dei medici. La combinazione arriverà al 60% e salverà molte vite.” Anche nell’istruzione i vantaggi saranno evidenti: “Un bambino con un tutor IA personalizzato imparerà due volte più velocemente.”

Sebbene questi aspetti positivi, Hinton resta preoccupato per l’imprevedibilità del futuro e soprattutto per il consumo energetico. I modelli digitali richiedono un’enorme quantità di energia, mentre il cervello umano funziona in modalità analogica e in maniera molto più efficiente. La sua soluzione, dunque, è la seguente: dato che non non si sa come creare macchine più intelligenti di noi che siano benevole e dato che le grandi aziende non si impegneranno perché cercano profitti a breve termine, l’unica speranza è che i governi facciano pressione sulle compagnie tech.

Leggi l’articolo completo Geoffrey Hinton il padre dell’IA: “Dovremmo preoccuparci dell’intelligenza artificiale” su La Repubblica.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

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