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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Social media arma letale della destra populista

social e politica.

I social media hanno cambiato le regole del gioco politico e i partiti tradizionali sembrano ancora a cercare il telecomando. Nel 2024 gli utenti dei social hanno superato i 5 miliardi, più della metà della popolazione del pianeta. Non stiamo più parlando di una nicchia giovanile, il modo in cui si forma l’opinione pubblica passa ormai dalle piatteforme digitali. L’era dell’intermediazione tradizionale è finita per sempre.

A rendere il caso interessante è come i diversi schieramento si sono adattati a questa nuova dinamica. La destra populista ha capito prima degli altri come navigare l’economia dell’attenzione. Nel caso britannico, Nigel Farage vanta più follower su TikTok di tutti gli altri parlamentari messi insieme, mentre figure come Andrew Tate superano il primo ministro per milioni di seguaci. I contenuti non devono essere profondi, bensì, immediati e capaci di generare emozioni forti.

Il problema più profondo, però, non è la disinformazione in sé. La battaglia qui si combatte non sulla sostanza delle argomentazioni ma sull’attenzione e sulle sensazioni. La propaganda russa, ad esempio, ha abbandonato il classico fake news e ora produce contenuti più facilmente condivisibili come sticker e template audio per TikTok. Per i politici tradizionali ignorare questa realtà significa restare marginalizzati in un dibattito che si svolge sempre più lontano dalle aule parlamentari.

Leggi l’articolo completo “How liberals lost the internet” su The Guardian.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (26/09/2025).

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