I democratici americani hanno perso nella “guerra culturale” contro i repubblicani che, invece, hanno sfruttato efficacemente i media digitali per influenzare la cultura popolare a proprio vantaggio.
Negli ultimi anni, infatti, la destra americana ha costruito un ecosistema di influencer e canali online che diffondono i valori conservatori, mentre i democratici sembrano essere rimasti legati alle apparizioni sui media principali, senza adattarsi pienamente ai nuovi formati.
Il principio di “politica a valle della cultura”, reso celebre dall’attivista Andrew Breitbart, ha ispirato la destra a usare la cultura online come leva politica, portando le idee conservatrici nelle piattaforme emergenti come podcast e social media. D’altra parte, i democratici non hanno ignorato i nuovi media, ma hanno scelto di tentare di moderare i contenuti sui social per combattere la disinformazione e, questa scelta, li ha portati ad essere vulnerabili di fronte alla capacità repubblicana di catturare l’attenzione con una narrazione anti-establishment.
Mentre i giovani americani si spostano a destra, figure come Joe Rogan e altri influencer conservatori dominano il discorso. La prudenza dei democratici nel confrontarsi in queste arene mediatiche li ha portati a evitare un confronto diretto, lasciando alla destra lo spazio per affermarsi.
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Immagine generata tramite DALL-E 3.

