Diversi studi pubblicati lo scorso mese approfondiscono il tema dell’impatto della disinformazione online e dell’influenza delle dinamiche politiche sui social media.
Uno degli studi, condotto da Jennifer Allen, Duncan Watts e David Rand e pubblicato su Science, ha analizzato l’impatto della disinformazione avvenuta su Facebook nella comunicazione legata ai vaccini. I ricercatori hanno scoperto che l’esposizione a titoli falsi sui vaccini per il COVID-19 ha ridotto le intenzioni di vaccinazione del 1,5%. Tuttavia, la disinformazione segnalata dai fact-checker, anche se meno visualizzata, ha avuto un impatto proporzionalmente maggiore rispetto alla disinformazione non segnalata. Complessivamente, il contenuto scettico non segnalato ha abbassato i tassi di vaccinazione del 2%.
Un altro studio, condotto da Sahar Baribi-Bartov, Briony Swire Thompson e Nir Grinberg, anch’esso pubblicato su Science, ha evidenziato come una piccola frazione di utenti, i “supersharer” (traducibile come “supercondivisore”, colui che condivide molto), sia responsabile dell’80% delle fake news condivise su Twitter durante le elezioni del 2020. Ora, con l’accessibilità sempre più diffusa a strumenti di IA, è ancora più facile diffondere fake news. Proprio nel corso di questo mese, OpenAI ha denunciato attraverso un rapporto che i suoi strumenti di IA sono stati sfruttati per operazioni di propaganda politica da parte di diversi paesi, tra cui Russia, Cina, Iran e Israele.
La ricerca di Cameron Martel, Mohsen Mosleh, Qi Yang, Tauhid Zaman e David. G Rand, pubblicata su PNAS Nexus, ha esaminato l’effetto del blocco proattivo degli account sulle dinamiche politiche su Twitter. Sembrerebbe che gli utenti siano molto più propensi a bloccare gli account di controparte politica, con i democratici che bloccano i repubblicani 26 volte più frequentemente dei copartitici.
La disinformazione ha quindi un impatto notevole sulle opinioni pubbliche, mentre i “supersharer” e le strategie di blocco proattivo degli account rafforzano le divisioni politiche sui social media.
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Immagine generata tramite DALL-E 3.

