Le piattaforme di sorveglianza basate sull’intelligenza artificiale stanno ridisegnando il concetto di controllo sociale, minacciando diritti civili e privacy a livello globale. Strumenti sviluppati da aziende come Palantir, inizialmente concepiti per analisi dati e per supportare le operazioni di sorveglianza ed enforcement dell’agenzia statunitense ICE, sono oggi utilizzati in contesti militari e civili per tracciare, arrestare e, in scenari di guerra, eliminare individui.
Integrando dati pubblici, privati e biometrici, questi sistemi rendono possibile una sorveglianza di massa spesso invisibile, incidendo sulla vita quotidiana senza che le persone se ne rendano conto. Ad esempio, l’agenzia federale statunitense ICE sfrutta queste tecnologie per il monitoraggio e la deportazione di migranti, mentre in contesti bellici come Gaza e Ucraina, strumenti analoghi vengono impiegati in operazioni militari.
L’uso di queste tecnologie e piattaforme solleva interrogativi etici e legali su discriminazione, accuratezza, automazione e responsabilità, amplificando e ampliando i rischi per i gruppi più vulnerabili. L’uso crescente di queste tecnologie, se non regolamentato, potrebbe erodere libertà civili fondamentali e modellare il comportamento dei cittadini. Ciò amplifica l’urgenza di trasparenza, responsabilità e protezione dei diritti umani di fronte alla proliferazione della sorveglianza digitale.
Leggi l’articolo completo: Palantir’s tools pose an invisible danger we are just beginning to comprehend su theguardian.com.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (12/03/2025).

