Alcuni siti web di grosse aziende e istituzioni importanti (come Nvidia, Stanford o vaccines.gov) apparentemente abbandonati, sono stati trasformati in contenitori di spam generato dall’IA. Questi sottodomini, infatti, risultano ospitare più di 60.000 articoli automatizzati che spesso contengono parecchi errori e, a volte, sono dal contenuto sensibile o assurdo. Ciò che è interessante è che tutti risultano essere riconducibili a un sito spam di nome “WowLazy”.
L’obiettivo sembrerebbe essere quello di sfruttare il valore SEO di domini considerati validi e rispettabili per indirizzare traffico verso una piattaforma che, invece, tratta di marketing spazzatura (e che, probabilmente, non avrebbe tante visite quante con questo metodo). Il problema nasce dal fatto che molte pagine su questi domini, pur non essendo più aggiornate da anni, restano tecnicamente online e quindi vulnerabili.
Nvidia ha risposto al problema rimuovendo il sito appena l’azienda è stata contattata, dichiarando di non avere alcun legame con i contenuti segnalati. Altre enti, invece, non hanno risposto. La gestione dei siti web risulta essere un altro fattore importante a cui prestare attenzione per contrastare la disinformazione.
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