• LinkedIn
  • Telegram
  • FB
  • FB

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Tra privacy e Meta AI: WhatsApp presenta il sistema di Elaborazione Privata

Un lucchetto vicino al logo di Whatsapp

WhatsApp introdurrà presto funzionalità di intelligenza artificiale basate sul cloud, utilizzando un nuovo sistema chiamato “Elaborazione Privata” progettato per mantenere la crittografia end-to-end. Questo sistema permetterà agli utenti di accedere a strumenti AI come riepiloghi e composizione dei messaggi, senza che Meta o terze parti possano vedere i contenuti delle chat.

La nuova funzionalità risponde alle preoccupazioni degli utenti riguardo all’attuale assistente Meta AI, le cui interazioni non sono protette come le normali chat WhatsApp. L’Elaborazione Privata utilizza, difatti, un hardware specializzato con un “Ambiente di Esecuzione Affidabile” che isola i dati sensibili, elaborandoli per il minor tempo possibile. Gli utenti potranno, quindi, scegliere se attivare queste funzionalità, e con “Privacy Chat Avanzata” potranno anche impedire ad altri di utilizzare l’AI sui messaggi condivisi. Meta ha invitato audit esterni e prevede di rendere open source il sistema.

A differenza di Apple, che con il suo Private Cloud Compute esegue l’elaborazione dell’AI principalmente sui dispositivi recenti, WhatsApp deve servire 3 miliardi di utenti con vari tipi di smartphone, inclusi modelli vecchi e di fascia bassa. Per questo motivo, l’azienda ha optato per un’elaborazione cloud progettata per minimizzare i rischi.

Di fronte a questo, gli esperti, come il crittografo Matt Green, riconoscono gli sforzi di sicurezza ma avvertono che qualsiasi sistema che invia dati fuori dal dispositivo comporta rischi maggiori rispetto alla crittografia end-to-end pura, rendendo i server di elaborazione potenziali obiettivi per hacker e stati nazionali.

Leggi l’articolo WhatsApp Is Walking a Tightrope Between AI Features and Privacy su Wired.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

Esplora altri articoli su questi temi