Dopo tre anni di intensi negoziati, l’Unione Europea si prepara a finalizzare l’Atto sull’Intelligenza Artificiale (AI Act) nell’aprile 2024. Tuttavia, la società civile, rappresentata dall’EDRi, esprime delusione per il mancato raggiungimento dello standard per i diritti umani nella legge.
Il testo finale è stato adottato nell’aprile 2024, ma anziché festeggiare, molti criticano il compromesso raggiunto. Sebbene siano stati compiuti progressi nella trasparenza e nell’accessibilità, con obblighi di registrazione e divulgazione di informazioni per i fornitori di sistemi AI, vi sono eccezioni significative per le autorità di polizia e migrazione, permettendo loro di evitare il pieno scrutinio pubblico. Inoltre, le valutazioni dell’impatto sui diritti fondamentali sono incluse, ma con scarsi requisiti di prevenzione e coinvolgimento degli stakeholder. Questo solleva dubbi sulla loro efficacia nel prevenire violazioni dei diritti umani.
Il testo finale contempla anche una significativa esenzione per i sistemi AI utilizzati per la sicurezza nazionale, aprendo la porta a un potenziale abuso e violazioni dei diritti. Nonostante vi siano divieti parziali su alcune pratiche pericolose come il riconoscimento facciale pubblico in tempo reale, le eccezioni e le falle significative minano l’efficacia di queste disposizioni.
La legge fa solo un timido passo per affrontare gli impatti ambientali dell’IA, come spesso accade, con requisiti minimi per la documentazione del consumo energetico.
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