Il presidente Trump ha recentemente licenziato Shira Perlmutter, Direttrice dell’Ufficio Copyright USA, proseguendo così una serie di licenziamenti rivolti inizialmente alla Biblioteca del Congresso.
Questo provvedimento, difatti, avviene dopo il licenziamento, avvenuto appena due giorni prima, della Bibliotecaria del Congresso, Carla Hayden, nominata nel 2016 per un mandato decennale. L’aspetto interessante di queste vicende è che, secondo la legge federale, il Direttore del Copyright dovrebbe essere nominato e supervisionato dal Bibliotecario del Congresso. Questo, ad un’analisi più approfondita, rende tali licenziamenti un’intrusione nella tradizionale autorità legislativa.
Il democratico Joe Morelle collega il licenziamento di Perlmutter al suo recente rifiuto di “approvare automaticamente gli sforzi di Elon Musk” per utilizzare opere protette da copyright nell’addestramento di modelli di intelligenza artificiale. L’ufficio di Perlmutter aveva infatti recentemente pubblicato un rapporto che sollevava preoccupazioni sull’uso di materiali protetti da copyright nelle tecnologie IA.
Pertanto, Morelle ha criticato l’azione definendola un attacco all’autorità del Congresso che “getta nel caos un’industria da mille miliardi di dollari”, mentre La Casa Bianca non ha ancora commentato la vicenda.
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