Il governo britannico fa marcia indietro sul copyright nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Difatti, dopo mesi di polemiche — con artisti del calibro di Elton John e Dua Lipa sul piede di guerra — Londra ha abbandonato il piano che avrebbe consentito alle aziende di IA di usare opere protette da copyright per addestrare i propri modelli, con una semplice opzione di opt-out per gli autori.
«Abbiamo ascoltato», ha dichiarato la ministra per la Tecnologia Liz Kendall, ammettendo però che il governo «non ha più un’opzione preferita» su come procedere. Una retromarcia netta, ma ancora senza una rotta alternativa chiara. Quest’episodio per il settore creativo ha il sapore di vittoria. A questo proposito, Tom Kiehl di UK Music parla di «grande successo per chi ha condotto la campagna», mentre Mandy Hill della Publishers Association ricorda che la legge è già inequivocabile: «Il materiale protetto da copyright non può essere usato per addestrare l’IA senza autorizzazione». D’altro canto, invece, resta più cauto il fronte tech, dove Antony Walker di Tech UK avverte che il Regno Unito, che punta a guidare il G7 nell’adozione dell’IA, non può permettersi stalli prolungati mentre i competitor internazionali avanzano.
La partita, dunque, è ancora aperta: il governo ha promesso che non cambierà le leggi sul copyright finché non sarà certo di tutelare economia e cittadini, anche se il tempo stringe.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (29/01/2026).

