Secondo quanto emerge dal primo rapporto Frontier AI Trends dell’AI Security Institute (AISI), organismo governativo britannico per la sicurezza dell’IA, un terzo dei cittadini del Regno Unito ha utilizzato sistemi di intelligenza artificiale per ottenere supporto emotivo, compagnia o interazione sociale. Circa una persona su dieci ricorre a chatbot e assistenti virtuali per finalità emotive ogni settimana, mentre il 4% lo fa quotidianamente. Le tecnologie più utilizzate sono gli assistenti generici come ChatGPT, che coprono quasi il 60% dei casi, seguiti dagli assistenti vocali come Alexa di Amazon.
Nel rapporto dell’AISI viene segnalato la necessità di ulteriori ricerche, citando casi di danno rilevante come, ad esempio, quelli in cui giovani si tolgono la vita. L’istituto sottolinea l’urgenza di comprendere meglio i rischi, le condizioni in cui possono manifestarsi e le garanzie necessarie per un uso sicuro. Un’altra problematica esposta nel rapporto consiste nel come, in alcune comunità online dedicate ai compagni AI, le interruzioni dei servizi abbiano provocato reazioni paragonabili a sintomi di astinenza, come ansia e irrequietezza.
La ricerca segnala anche la capacità dei chatbot di influenzare le opinioni politiche, spesso fornendo informazioni inaccurate o false nei modelli più persuasivi.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (16/01/2025).

