• LinkedIn
  • Telegram
  • FB
  • FB

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Università italiane sviluppano un’IA per tutelare la nostra privacy

Immagine stilizzata in stile disegno a mano con un'unica linea, di una persona seduta su un muretto con, di fianco, un grosso luchetto grande come la persona che, seduta, osserva il suo cellulare. una linea collega la persona al lucchetto.

Ad oggi, sono moltissimi gli utenti che condividono quotidianamente dati sensibili senza accorgersene, ad esempio, tramite i prompt con cui si comunica ai chatbot. Uno studio condotto congiuntamente dalle Università di Torino, Milano e Milano-Bicocca, presentato alla conferenza IJCNN 2025, dimostra che l’intelligenza artificiale generativa può essere utilizzata non solo per riconoscere automaticamente informazioni confidenziali nei testi, ma anche per spiegarne i rischi attraverso un linguaggio accessibile.

Il progetto si inserisce nell’ambito di KURAMi, un’iniziativa finanziata dal MUR e dal PNRR, che punta a sviluppare strumenti intelligenti e trasparenti in grado di supportare gli utenti nella gestione dei propri dati. L’approccio Retrieval-Augmented Generation (RAG) è centrale in questa ricerca, combina modelli linguistici e basi documentali scientifiche per valutare la sensibilità di un testo e giustificare l’analisi con riferimenti normativi. In pratica, il sistema analizza testi come email o messaggi e segnala se ci sono rischi per la privacy, spiegandoli sulla base di documenti scientifici e norme, in modo chiaro.

La sperimentazione è stata svolta ricorrendo a un corpus reale di email aziendali, il sistema si è rivelato più efficace dei metodi tradizionali nel rilevare potenziali violazioni. L’obiettivo non è sostituire la consapevolezza umana, ma renderla più informata e attiva.

Leggi l’articolo completo: Un’IA che protegge i nostri dati è possibile: il progetto italiano su agendadigitale.eu.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (04/02/2025).

Esplora altri articoli su questi temi