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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Voci clonate dall’IA: le leggi non proteggono ancora nessuno

Bocca che parla

L’intelligenza artificiale è in grado di clonare voce e volto di una persona a partire da pochi secondi di audio o video. Nel Regno Unito, esperti e avvocati lanciano l’allarme: le leggi vigenti non sono abbastanza forti da fermare questi abusi.

È quello che è successo a Faye Dicker, doppiatrice di Bristol, che ha scoperto la sua voce clonata e messa in vendita sulla piattaforma Fish Audio, dove era stata scaricata oltre 900 volte. «Non so chi l’abbia usata, né cosa mi abbiano fatto dire», ha dichiarato. La piattaforma ha rimosso il contenuto, ma il danno era fatto. Secondo la giurista Mathilde Pavis, il diritto britannico è «inadeguato»: si regge su un insieme frammentato di norme — copyright, protezione dei dati, marchi — pensate prima dell’era dell’IA, che non tutelano esplicitamente voce, volto e identità personale. Francia, Italia, Paesi Bassi e Danimarca, invece, dispongono già di leggi efficaci sui diritti della personalità. La Francia li riconosce addirittura dal 1858.

Il sindacato Equity, a tal proposito, ha già presentato ricorsi per oltre 20 artisti, e, mentre l’esecutivo promette una consultazione pubblica, la baronessa Kidron, regista e attivista digitale, accusa il governo di favorire le grandi tech a scapito dei creativi britannici.

Leggi l’articolo completo Warning as AI clones voices and law falls behind su BBC.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (26/06/2026).

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