WeTransfer è finita al centro di forti critiche dopo aver modificato i termini di servizio suggerendo che avrebbe potuto usare i file condivisi dagli utenti per addestrare algoritmi di intelligenza artificiale. La nuova clausola, introdotta a giugno e che entrerà in vigore dall’8 agosto, concedeva alla piattaforma una licenza perenne sui contenuti per migliorare le prestazioni dei modelli di apprendimento automatico.
In seguito a ciò, sui social sono esplose le proteste di diversi utenti, preoccupati per la mancanza di trasparenza e per il rischio che materiali protetti da copyright finissero nelle mani dell’IA senza consenso ed, essendo in base ad una ricerca circa 80 milioni gli utenti mensili che spesso condividono documenti professionali riservati, la polemica si è amplificata notevolmente. Alle accuse citate, però, l’azienda ha fatto marcia indietro con un chiarimento sul blog aziendale, precisando come WeTransfer non possiede i diritti sui file trasferiti e che, pertanto, non possono utilizzare attualmente sistemi di IA per elaborarli.
La difesa conclude, dunque, specificando come il riferimento all’intelligenza artificiale consisteva solo in una possibilità futura per la moderazione dei contenuti, mai sviluppata concretamente. Inoltre, per evitare ulteriori malintesi, la società ha rimosso ogni riferimento ai sistemi di apprendimento automatico dai nuovi termini di servizio, che entreranno in vigore il mese prossimo.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (16/07/2025).

