Polly Hudson recentemente ha espresso il suo disappunto per l’introduzione forzata di Meta AI su WhatsApp, rappresentato da un cerchio blu e viola. Difatti, ha sostenuto come, inizialmente spaventata in quanto pensava fosse una funzione di livestreaming, si è resa conto solo in un secondo momento che si trattava di un assistente AI che non può essere rimosso.
Entrando maggiormente nel merito, dopo aver paragonato questa imposizione all’album degli U2 distribuito forzatamente da Apple nel 2014, che, però, almeno poteva essere eliminato, ha analizzato più criticamente questo strumento: da semplici domande su orari di film o autobus si rischia di arrivare a delegare all’AI intere conversazioni con amici, fino al punto in cui le versioni virtuali delle persone interagiscono mentre quelle reali si “consumano” lentamente, venendo lasciate in stand-by.
Per tutte le ragioni esposte precedentemente, l’autrice si rifiuta categoricamente di utilizzare Meta AI, considerandola una minaccia alle relazioni umane, oltre ad essere un’intrusione non consensuale. Difatti, a conferma di ciò, sottolinea come l’AI stia già minacciando posti di lavoro, e, con quest’ultima notizia, sta andando ad intaccare anche i rapporti personali. Dunque, per ribadire in maniera più convinta tutto il suo disappunto, con tono sarcastico, dichiara che terrà fede al suo boicottaggio con la stessa determinazione con cui evita da otto anni un negozio locale per una questione legata allo yogurt, arrivando anche ad affermare, ironicamente, che preferisce morire piuttosto che usare Meta AI, anche se dovesse diventare l’unica fonte di informazioni necessari per salvarsi la vita.
Leggi l’articolo completo I can’t delete WhatsApp’s new AI tool. But I’ll use it over my dead body su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

