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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Chatbot AI per relazioni affettive, intime e supporto mentale

Immagine in stile acquarello dai toni azzurri di un ragazzino visto in lontananza seduto per terra con il cellulare in mano.

Oltre 100 milioni di utenti in tutto il mondo si affidano a chatbot personalizzati per gestire aspetti della propria vita quotidiana, che possono spaziare dall’equilibrio mentale alle relazioni affettive, fino all’esplorazione sessuale. Replika e Nomi sono tra le applicazioni più diffuse, promettono compagnia, supporto emotivo e dialoghi realistici.

Alcuni utenti, come Chuck Lohre, arrivano a modellare il chatbot che utilizzano sulle sembianze dei propri partner, dando vita a relazioni affettive digitali che vanno dalla condivisione filosofica al gioco di ruolo erotico. Sembrerebbe che altri, invece, come ad esempio le persone con neurodivergenze, utilizzano questi strumenti per migliorare la propria comunicazione sociale e sviluppare nuove competenze relazionali.

È il caso di Travis Peacock, ingegnere informatico con diagnosi di ADHD, che ha personalizzato ChatGPT per ricevere suggerimenti pratici su vita privata e professionale, contribuendo a un netto miglioramento del suo benessere. Adrian St Vaughan, anch’egli con ADHD, ha costruito chatbot empatici per fronteggiare ansia e procrastinazione, affermando di trovare nelle conversazioni con l’IA uno spazio sicuro per riflettere su sé stesso.

Leggi l’articolo completo: ‘She helps cheer me up’: the people forming relationships with AI chatbots su theguardian.com.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

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