Il panorama professionale (e la società più in generale) sta rapidamente cambiando sotto l’influenza dell’IA, ad esempio trasformando i modelli di lavoro tradizionali e le caratteristiche chiave ricercate nei candidati.
Il futuro del lavoro
Reid Hoffman, co-fondatore di LinkedIn, prevede che entro il 2034 l’IA porterà i lavori tradizionali a cedere il posto a una forza lavoro più flessibile, in cui le idee e la creatività saranno gli elementi centrali per il successo in un’economia dominata dall’IA. Hoffman afferma che, in questo contesto, idee e innovazione conteranno probabilmente più dello sforzo (grazie all’automazione che se ne farà carico). Infatti, attraverso la democratizzazione della creazione di contenuti e prodotti, l’IA sta riducendo i costi e ampliando l’accessibilità, trasformando settori chiave e favorendo una produzione senza precedenti.
Secondo McKinsey, l’automazione potrebbe eliminare fino al 70% delle attività ripetitive, mentre l’aumento dell’efficienza porterebbe a un calo dei prezzi e a un miglioramento dello standard di vita, in quanto possibilisti a godersi del tempo libero, per esempio dedicandosi ad attività più creative, strategiche o personal. Tuttavia, l’uso diffuso dell’IA comporta anche nuove sfide da affrontare, come la proliferazione di contenuti artificiali che compromettono la qualità dell’informazione.
Elementi chiave: creatività e innovazione
Hoffman sottolinea che, in uno scenario del genere, l’elemento che permetterà di fare la differenza, svilupparsi e affermarsi sarà l’essere dotato di creatività e competenze trasversali, suggerendo, perciò, di coltivare questi due aspetti. Inoltre, consiglia di rallentare i ritmi e di prendersi il tempo necessario per riflettere, pensare, oltre che a collaborare in maniera efficace con l’IA. Infatti, sebbene la tecnologia non sostituirà tutti i lavori, ne ridefinirà il modo in cui il talento umano e l’innovazione plasmano il futuro del lavoro.

Il ruolo centrale dei social media nella costruzione del marchio personale e nella ricerca di lavoro, conferma quanto afferma Hoffman. Infatti, sembrerebbe che con l’evolversi del mercato, già attualmente i candidati che utilizzano strumenti innovativi come portfolio interattivi e contenuti dinamici si distinguono, evidenziando competenze e adattabilità tecnologiche. Secondo un sondaggio di Canva, i curriculum tradizionali stanno lasciando spazio a formati visivi che sottolineano creatività e personal branding.
Social media e tecnologia: strumenti per distinguersi
I social media si confermano strumenti essenziali per promuovere il prodotto di se stesso, utilizzati dall’87% dei professionisti per dimostrare competenze e leadership di pensiero. La presenza online strategica è apprezzata dal 94% dei responsabili delle assunzioni, che favoriscono candidati con profili professionali curati. Le più note piattaforme come Instagram e LinkedIn permettono di esporre progetti, creare gallerie curate e diffondere contenuti di valore, accrescendo reputazione e fiducia, ma non esistono solo queste, il panorama è ampio.
In sintesi l’IA, al momento, sta diventando per molti un alleato indispensabile. Infatti, il 57% dei candidati la utilizza per elaborare curriculum, mentre il 38% la impiega nella ricerca di lavoro. Elementi visivi e interattivi, preferiti dal 65% dei reclutatori, amplificano l’impatto delle candidature.
Tra pro e contro
La tecnologia consente di trasformare i processi di selezione in opportunità per presentarsi in modi innovativi, aumentando le probabilità di successo. Tuttavia, i rischi sono i soliti, quali la discriminazione (di vario genere) e l’eccessiva esposizione ed accessibilità dei dati personali degli utenti.
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