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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Dal limite all’opportunità dell’IA nell‘arte

Immagine di stand up comedy.

Sembrerebbe che gli artisti siano sempre meno spaventati dall’IA e si ritrovano, invece, sempre più spesso ad esplorare e sperimentreo con la tecnologia, acquisendo una comprensione più chiara dei suoi limiti nei campi creativi.

Una recente iniziativa di Google DeepMind ha coinvolto 20 comici professionisti nell’utilizzo di modelli di linguaggio AI per scrivere battute e performance comiche, con risultati misti. I comici concluso che l’IA non sia in grado di produrre nulla di veramente originale, stimolante o divertente. Descrivono la presenza di una sorta di limite che impedisce all’IA di imitare l’aspetto sorprendente e incongruo che spesso caratterizza l’umorismo creativo umano, come sottolineato da Tuhin Chakrabarty della Columbia University.
È invece sempre più frequente che l’IA venga considerata come uno strumento per ampliare la creatività umana, aiutando gli artisti ad esplorare nuove forme di espressione, senza sostituirle. Questa prospettiva si sta radicando anche a livello pubblico, con una maggiore consapevolezza sui rischi associati all’uso incontrollato dell’IA nell’arte e la crescente attenzione verso la protezione dei diritti d’autore.

Strumenti come Nightshade e Glaze sviluppati dall’Università di Chicago stanno offrendo agli artisti nuovi mezzi per proteggere ed esprimere il loro stile personale, nonostante la crescente presenza dell’IA nel campo creativo. Interessante che la piattaforma Cara, che esclude contenuti generati dall’IA, abbia visto un rapido aumento di adesioni, dimostrando un forte interesse degli artisti per mantenere l’autenticità delle loro opere.

Leggi l’articolo completo: Why artists are becoming less scared of AI su technologyreview.com.

Foto di Michel Grolet su Unsplash.

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