Uno studio recentemente pubblicato su Nature ha dimostrato che i lettori non esperti faticano a distinguere tra poesie generate dall’IA e quelle scritte da autori umani, mostrando un’accuratezza inferiore al caso, ovvero del 46,6%.
I partecipanti tendono a considerare le poesie dell’IA come opere umane più spesso di quanto accada per le vere poesie umane, che sono quindi giudicate meno favorevolmente. Le poesie generate dall’IA ottengono punteggi più alti per ritmo e bellezza, qualità che ne favoriscono l’attribuzione errata. La semplicità dei testi dell’IA sembra facilitarne la comprensione, portando i lettori a percepire la complessità delle opere umane come incoerenza.
Sembrerebbe che i criteri intuitivi utilizzati dai lettori umani risultino inadeguati a distinguere tra poesia umana e artificiale.
Leggi lo studio completo: AI-generated poetry is indistinguishable from human-written poetry and is rated more favorably su nature.com.
Immagine generata tramite DALL-E 3.

