Dopo aver infranto la legge internazionale invadendo il Venezuela, Trump ha dichiarato di essere interessato all’Isola artica “per motivi di difesa”.
In realtà in Groenlandia, sotto la calotta glaciale che ricopre oltre l’80% del territorio, si trovano enormi giacimenti di terre rare, elementi fondamentali per microchip, batterie, smartphone e tecnologie verdi, oggi di un valore particolarmente significativo vista la competizione tra Stati Uniti, Europa e Cina. Inoltre, la domanda legata all’IA è sempre più elevata, per ciò le terre rare e i minerali critici al centro dell’interesse strategico statunitense assumono un ulteriore valore di natura strategica-economica, proprio perché risorse finite e difficilmente sostituibili. Questo significa che la loro eventuale scarsità potrebbe amplificare ulteriormente le tensioni sulle catene di approvvigionamento e spingere verso l’alto i costi dell’intero ecosistema tecnologico.
Il riscaldamento globale sta trasformando l’economia groenlandese che, storicamente, ha sempre dipeso dalla pesca, aprendo sempre di più nuove prospettive legate all’estrazione mineraria e alle rotte marittime artiche.
A quanto appena descritto va aggiunto il valore strategico-militare della Groenlandia, in quanto ospita la base americana di Pituffik, snodo chiave del sistema di difesa missilistica nell’Artico. Trump ha recentemente fatto alcune dichiarazioni in cui ha parlato di eventuali pressioni economiche o militari per ottenere il controllo dell’isola.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (24/03/2025).

