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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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I chatbot sono le nuove echo chamber dell’era digitale

Persona che si guarda allo specchio

I chatbot come ChatGPT e Claude stanno diventando sempre più presenti nella nostra quotidianità, ma nascondono un’insidia: possono trasformarsi in vere e proprie eco chambers delle nostre convinzioni.

Davide Banis, per spiegare questo fenomeno, parte da un’esperienza personale con Claude, il chatbot di Anthropic, progettato per essere particolarmente empatico grazie al lavoro della filosofa Amanda Askell. Proprio questa caratteristica, ritenuto accattivante di primo acchito, rivela, però, il problema in questione: i chatbot tendono a rafforzare le opinioni degli utenti piuttosto che metterle in discussione. Difatti, una ricerca del 2024 della Johns Hopkins University conferma che gli LLM sono progettati per compiacere gli utenti, creando contenuti su misura per le loro preferenze. Come spiega il ricercatore Nikhil Sharma, gli utenti spesso formulano domande già cariche di pregiudizi, alimentate dagli stessi chatbot che, per via di meccanismi psicologici come il bias di conferma e l’esposizione selettiva, creano un circolo vizioso di autoreferenzialità sempre maggiore.

Pertanto, per contrastare questa tendenza ormai dilagante, è più che necessario essere consapevoli dei limiti di questo strumento tecnologico, cercando di utilizzarlo con un maggiore spirito critico e affiancato ad altre fonti di informazione. Dunque, solamente con quest’approccio potremo continuare a beneficiare delle loro potenzialità, senza adagiarci in un atteggiamento che non mette mai in discussione le nostre credenze.

Leggi l’articolo completo I chatbot sono le echo chamber per eccellenza su Wired.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

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