Un recente studio ha esplorato la capacità dei modelli linguistici usati da chatbot quali ChatGPT di individuare tratti psicologici dalle informazioni pubblicate sui social media attraverso, ad esempio, post e aggiornamenti.
Sebbene non siano progettati per imitare i processi cognitivi umani, questi modelli hanno dimostrato una sorprendente abilità nel dedurre aspetti della personalità, simili a quelli derivati da segnali comportamentali indiretti, come le preferenze musicali o l’organizzazione di un ambiente. Utilizzando i dati di Facebook e le risposte a questionari sulla personalità, i ricercatori hanno confermato che la quantità di dati influisce sull’accuratezza delle inferenze, osservando un miglioramento progressivo man mano che il numero di post aumenta.
I risultati suggeriscono che, con una quantità adeguata di dati, l’IA può prevedere tratti psicologici come estroversione e nevroticismo con una precisione notevole. Tuttavia, l’accuratezza varia a seconda del tratto e della demografia dell’individuo, con una maggiore precisione osservata nelle donne e nei giovani. Questi risultati generano domande sui pregiudizi nei dati di formazione e sulle possibili distorsioni nei modelli, in particolare per quanto riguarda le differenze demografiche.
In generale, lo studio mette in luce il potenziale degli LLM non solo per analizzare dati psicologici, ma anche per personalizzare la comunicazione in modo mirato, con implicazioni che vanno dalla pubblicità alla salute mentale.
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Immagine generata tramite DALL-E 3.


