La tecnologia di riscrittura dei testi introdotta da Apple, che serve per aiutare gli utenti a modificare il tono delle loro comunicazioni quali email o messaggi, rendendoli più amichevoli, professionali o semplici, a seconda delle necessità, genera preoccupazioni tra i linguisti.
Infatti, da un lato promette di alleggerire frasi scontrose o semplificare linguaggi complessi, ma dall’altro c’è il rischio che l’IA appiattisca le sfumature e la personalità delle comunicazioni umane. Esperti come il professor Tony Thorne avvertono che l’IA rischia di ridurre il linguaggio a una forma neutra e priva di “idioletto”, cioè quel distintivo linguaggio che conferisce unicità ai messaggi. Inoltre, l’uso di risposte algoritmiche potrebbe ridurre l’efficacia emozionale del linguaggio, facendo sembrare i messaggi più impersonali e meno autentici. Sebbene Apple abbia dichiarato che continuerà a migliorare la tecnologia, gli utenti segnalano che le risposte a volte risultano “noiose” e prive di enfasi, mentre i riassunti possono apparire eccessivamente robotici.
La crescente dipendenza da strumenti di IA per la gestione del linguaggio solleva interrogativi sull’influenza delle macchine nella formazione della nostra identità comunicativa.
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Immagine generata tramite DALL-E 3.

