Secondo un’inchiesta del The Guardian, considerando l’anno accademico 2023-24, 7.000 studenti universitari nel Regno Unito hanno barato utilizzando strumenti di IA come ChatGPT. Si tratta di un aumento significativo rispetto agli anni precedenti. Questo potrebbe rivelare un cambio paradigmatico nelle forme di cattiva condotta accademica. Infatti, prima era il plagio tradizionale a rappresentare la maggior parte delle violazioni. Ora, invece, risulta essere in netto calo, lasciando il primo posto all’uso improprio dell’IA, la nuova frontiera dell’inganno nei contesti educativi.
I dati indicano che 5,1 studenti ogni 1.000 sono stati sanzionati per aver utilizzato l’IA in modo scorretto, ma le proiezioni per quest’anno segnalano un ulteriore incremento. Secondo alcuni esperti, i numeri ufficiali rappresentano solo la punta dell’iceberg. Infatti, l’88% degli studenti ammette di usare l’IA nelle valutazioni e, in molti casi, l’uso sfugge ai sistemi di rilevamento.
Le aziende tecnologiche, infatti, puntano apertamente sugli studenti con promozioni e sconti per i loro strumenti. Il dibattito sembra adattarsi sempre di più ai suoi tempi e si sposta così dal divieto all’adattamento dell’IA nell’istruzione.
Molti docenti e ricercatori sollecitano una revisione dei metodi didattici, puntando su competenze non replicabili dall’IA, come il pensiero critico, la comunicazione e le abilità interpersonali.
Il governo britannico, dal canto suo, ha stanziato fondi e pubblicato linee guida per favorire un uso consapevole dell’IA nell’istruzione.
Leggi l’articolo completo: Revealed: Thousands of UK university students caught cheating using AI su theguardian.com.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

