Una band completamente generata dall’intelligenza artificiale, i Velvet Sundown, ha raggiunto un milione di streaming su Spotify prima di rivelare la propria natura artificiale. Il gruppo, difatti, aveva pubblicato due album folk usando la piattaforma Suno AI, inizialmente negando di essere una creazione tecnologica.
Il caso ha scatenato un acceso dibattito nell’industria musicale sulla necessità di etichettare chiaramente i contenuti generati dall’IA, dal momento che gli esperti temono che gli artisti indipendenti possano essere sfruttati, dato che non è chiaro su quale musica umana questi algoritmi vengano addestrati. Ad aumentare questa preoccupazione vi è il fatto che Spotify, attualmente, non è obbligata a segnalare la musica artificiale, mentre Deezer ha iniziato a farlo volontariamente.
L’episodio, dunque, evidenzia un problema ormai sempre più crescente: le aziende tech addestrano i loro modelli usando opere creative senza autorizzazione, creando contenuti che vanno poi a competere direttamente con l’arte umana stessa. Pertanto, gli addetti ai lavori chiedono delle normative che garantiscano una maggiore trasparenza e protezione del copyright per i motivi detti in precedenza, ma anche perché, a loro avviso, i consumatori hanno il diritto di sapere realmente cosa stanno ascoltando.
Leggi l’articolo completo An AI-generated band got 1m plays on Spotify. Now music insiders say listeners should be warned su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (14/07/2025).

