Strumenti come ChatGPT e Google Gemini permettono agli studenti di completare elaborati in pochi secondi, preoccupando per un possibile impatto negativo sulle capacità cognitive e sul pensiero critico.
Nonostante i rischi, le grandi aziende tecnologiche stanno promuovendo attivamente l’integrazione dell’IA nelle scuole, offrendo accesso gratuito ai propri strumenti e investendo in campagne pubblicitarie e formazione per insegnanti. Iniziative su larga scala, come l’adozione di ChatGPT in migliaia di istituti negli Stati Uniti, testimoniano un impegno deciso a normalizzare l’uso dell’IA fin dall’istruzione primaria. Tuttavia, sono diversi gli esperti che ritengono che sia ancora troppo presto, in quanto né le infrastrutture, né gli insegnanti sembrano essere pronti ad accogliere una trasformazione del genere. Alcuni di loro definiscono tutto ciò un “gigantesco esperimento pubblico che nessuno ha richiesto”, citando studi pre-print che indicano una possibile riduzione del pensiero critico e una crescente dipendenza tecnologica degli studenti, in casi di utilizzi non adeguati.
Parallelamente, anche le istituzioni governative spingono verso la direzione dell’integrazione dell’IA. la Casa Bianca ha firmato un ordine esecutivo per favorire l’uso dell’IA nelle scuole, sostenuto da un accordo con decine di aziende tecnologiche, che forniranno risorse e tecnologie per l’insegnamento dell’IA.
Le critiche circa questa direzione riguardano anche il coinvolgimento diretto delle aziende private e l’esclusione del contributo degli insegnanti nel definire le strategie educative.
Leggi l’articolo completo: “A gigantic public experiment that no one has asked for” su popular.info.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

