Il possibile accordo tra il governo italiano e SpaceX per l’utilizzo del sistema satellitare Starlink, provoca dubbi e interrogativi sulla posizione dell’Italia rispetto al progetto Iris² dell’Unione Europea, destinato a creare una rete satellitare sicura e indipendente entro il 2030. L’intesa con SpaceX, che prevede un contratto quinquennale da 1,5 miliardi di euro, potrebbe garantire capacità immediate, ma rischia di sovrapporsi agli obiettivi strategici europei e ai piani italiani per il centro operativo Iris² al Fucino, fulcro delle infrastrutture spaziali europee.
L’incontro tra la premier Giorgia Meloni ed Elon Musk ha accelerato i colloqui, nonostante l’Italia abbia negato di aver firmato contratti definitivi.
Tuttavia, c’è da notare che Telespazio, una joint venture tra Leonardo (67%) e Thales (33%), ha annunciato tramite un comunicato stampa il 6 giugno 2024, un accordo con SpaceX per la commercializzazione dei servizi Starlink. L’intesa permetterà a Telespazio di integrare Starlink nella propria rete ibrida, che combina tecnologie satellitari e terrestri per garantire comunicazioni affidabili e globali, sia fisse che mobili.
Telespazio e Starlink, qual’è il problema?
Telespazio, essendo partecipata da Leonardo, una società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, rappresenta un attore chiave nelle politiche industriali e tecnologiche italiane. La collaborazione con SpaceX potrebbe essere interpretata come un passo per rafforzare il ruolo dell’Italia nel settore delle telecomunicazioni satellitari, oltre che nei settori spaziale e tecnologico.
Qual’è il problema? Nonostante la Commissione europea abbia dichiarato che l’adesione a Starlink rientri nelle competenze nazionali, alcuni politici europei si sono dimostrati preoccupati per il rischio di dipendenza da operatori extra-UE e la possibile duplicazione dei servizi. Infatti, anche l’UE sta sviluppando un progetto simile a Starlink che si chiama Iris². Si tratta di un’iniziativa da 11 miliardi di euro, il cui obiettivo è creare una rete satellitare multi-orbitale sicura per i governi e le imprese dell’Ue.
Starlink e Iris² offrono servizi simili, come comunicazioni sicure e gestione di emergenze. Se l’Italia dovesse adottare entrambe le piattaforme, rischierebbe di investire risorse in progetti che si sovrappongono, riducendo l’efficienza e disperdendo fondi.
Inoltre, Iris² è stato progettato per ridurre la dipendenza dell’UE da operatori extraeuropei come SpaceX. Un accordo con Starlink potrebbe vanificare questi sforzi, mantenendo l’UE vulnerabile a decisioni aziendali o politiche di attori non europei.

Altri rischi da considerare
Ci sono altri rischi da considerare, come quello della concorrenza sleale. Infatti, SpaceX è già un leader globale nel settore satellitare e ha un vantaggio competitivo grazie alla rapidità di implementazione e ai costi più bassi. Un accordo con Starlink, ovviamente, potrebbe compromettere la competitività delle aziende europee coinvolte in Iris², riducendo le opportunità di crescita per il settore spaziale dell’UE, mettendolo in difficoltà.
Anche l’esposizione dei dati sensibili dei cittadini europei è un rischio non trascurabile. Infatti, collaborare con Starlink potrebbe implicare il trasferimento di dati critici italiani a una società statunitense, con potenziali implicazioni per la sicurezza e la sovranità digitale europea.
In sintesi, un accordo con Starlink potrebbe compromettere gli obiettivi di autonomia strategica e competitività dell’UE, riducendo la coesione e l’efficacia del progetto Iris². Il bilanciamento tra queste scelte definirà non solo la traiettoria tecnologica italiana, ma anche il ruolo dell’UE nella competizione globale per il predominio nel settore spaziale.
Leggi gli articoli completi:
Le possibili conseguenze per l’Italia e l’Ue con l’accordo su Starlink tra Musk e Meloni su it.euronews.com.
Comunicazioni satellitari: Telespazio annuncia accordo con Starlink su telespazio.com.
Immagine generata tramite DALL-E 3.

