Il recente verdetto del tribunale distrettuale di Washington accusa Google di monopolio, sottolineando il suo predominio nel mercato di ricerca grazie a miliardi spesi per assicurarsi lo status di motore di ricerca predefinito sui principali browser. Questa decisione rappresenta un passo significativo nella lotta contro le grandi tecnologie, offrendo al partito democratico degli USA un’opportunità per rifocalizzarsi sullo spirito di rottura dei monopoli che caratterizzava l’era del New Deal e della Grande Società.
Con il settore tecnologico sotto esame, la FTC e il Dipartimento di Giustizia stanno perseguitando anche altre aziende come Amazon, Meta e Apple, accusate di pratiche anticoncorrenziali. La nuova ondata di regolamenti, guidata da figure come Lina Khan, presidente della FTC, ha già iniziato a rivoluzionare la normativa antitrust. Tuttavia, l’amministrazione Biden potrebbe affrontare ostacoli, soprattutto con una possibile rielezione di Trump, che potrebbe orientare la regolamentazione in direzioni più personali e meno orientate ai consumatori.
Kamala Harris si trova ora di fronte a una scelta cruciale: sostenere fermamente le misure antitrust e combattere i monopoli tecnologici, o cedere alle pressioni dei donatori e dei consulenti favorevoli alle criptovalute e ai big della Silicon Valley.
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