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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

La gentilezza con l’IA ne migliora le risposte, ma con moderazione

Immagine astratta dai toni blu che rimanda a la sibologia che indica conversazioni con chatbot o online.

Un sondaggio condotto dal professor Ethan Mollick dell’Università della Pennsylvania ha rivelato che quasi la metà degli utenti di ChatGPT utilizza espressioni cortesi come “per favore” e “grazie” nelle conversazioni con l’IA, mentre solo il 16% si limita a dare ordini. Questa tendenza trova riscontro anche tra gli sviluppatori, che spesso si rivolgono ai chatbot nello stesso modo in cui si rivolgono ad interlocutori umani.

Un recente studio condotto dalla Waseda University e dal RIKEN Center for Advanced Intelligence Project in Giappone, suggerisce che l’uso di prompt educati può migliorare la qualità delle risposte dei LLM. Tuttavia, lo studio evidenzia anche che un’eccessiva adulazione può avere l’effetto opposto, deteriorando le prestazioni del modello. Gli autori raccomandano quindi un approccio di “cortesia moderata”, simile a quello che si adotta nelle interazioni sociali quotidiane.

Inoltre, il tono del prompt può influenzare il tipo di risposte generate dall’IA. Ad esempio, prompt di supporto, come “fai un respiro profondo e affronta il problema passo dopo passo”, possono migliorare la capacità dell’LLM di risolvere problemi complessi, in questo caso perché il modello potrebbe attingere a fonti di tutoraggio online che promuovono un approccio strutturato al ragionamento.

Leggi l’articolo completo: Please Be Polite to ChatGPT su scientificamerican.com.

Immagine generata tramite DALL-E 3.

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